One Piece ha un messaggio politico nascosto da 1000 capitoli: cosa trasmette Oda senza che tu te ne accorga

One Piece non è solo battaglie epiche, frutti del diavolo e la ciurma di Rufy che combina casini in giro per il mondo. Sotto la superficie di questo manga leggendario scorre qualcosa di molto più profondo, e una volta che lo vedi, non riesci a smettere di notarlo ovunque. Eiichiro Oda porta avanti una visione del mondo ben precisa, pagina dopo pagina, saga dopo saga, da oltre vent’anni: una visione anti-establishment, progressista, che strizza l’occhio a certi valori di sinistra. Coincidenza? Difficilmente.

La struttura narrativa di One Piece: potere corrotto contro popolo oppresso

Pensaci bene. Ogni saga segue uno schema preciso: i Pirati di Cappello di Paglia arrivano in un posto, scoprono un potere corrotto o un governo marcio che opprime il popolo, e decidono di abbatterlo. Crocodile che domina Alabasta, Doflamingo che trasforma Dressrosa in un inferno, Orochi che schiavizza Wano. Il nemico in One Piece non è quasi mai un pazzo con poteri soprannaturali: è sempre il potere che si è corrotto, che ha tradito la gente comune. Oda vuole che tu capisca una cosa sola — se chi governa non serve gli interessi del popolo, va rimosso.

La bandiera di Che Guevara nello studio di Oda non è una coincidenza

Se ancora non sei convinto, sappi che nel suo studio Oda tiene esposta una bandiera di Che Guevara. E nel manga esiste persino un personaggio, Caribou, che presenta un parallelismo visivo diretto con l’iconografia rivoluzionaria legata a Guevara. Oda non si nasconde. Anzi, lascia le sue tracce ben in vista, per chi ha occhi per guardare oltre le battaglie spettacolari.

Franky e la Coca-Cola: la critica al capitalismo più sottile dell’intero manga

Uno dei momenti più sottovalutati di tutta la serie riguarda Franky, il cyborg carpentiere della ciurma. Quando scopriamo che funziona a cola — sì, alla Coca-Cola, simbolo per eccellenza del capitalismo globale — Oda costruisce una scena apparentemente comica ma ricchissima di significato. Nel suo frigorifero ci sono acqua, succhi di frutta, bevande sane. Nessuna di queste lo alimenta. Solo la cola fa girare i suoi motori. Il messaggio è chirurgico: il sistema capitalistico alimenta le macchine, le grandi strutture di potere, i meccanismi industriali. Per gli esseri umani? Meglio l’acqua e la frutta. Una critica al consumismo servita con un sorriso, ma che graffia eccome.

Oda usa One Piece per veicolare un messaggio politico preciso?
Sì è tutto calcolato
È solo intrattenimento
Inconsciamente forse sì
Alcune cose sì altre no

Wano, l’ecologia e i diritti: i temi sociali di One Piece che non ti aspetti

La saga di Wano è forse l’esempio più lampante dell’ecologismo di Oda. Orochi e Kaido hanno devastato quella terra con fabbriche inquinanti, trasformando un paradiso naturale in un paesaggio industriale malato. La gente muore, l’ambiente è distrutto, tutto per arricchire chi sta in cima. Non servono grandi spiegazioni per capire cosa Oda stia rappresentando. Sul fronte dell’inclusività, personaggi come Mr. 2 Bon Clay e Ivankov sono esempi notevoli di rappresentazione di identità di genere non binarie inserite in un’opera shonen mainstream con naturalezza assoluta. Oda li tratta come eroi a tutti gli effetti, senza ridicolizzarli, senza farne macchiette. In un panorama fumettistico che spesso ignora queste tematiche, non è una scelta da poco.

Riassumendo, i principali messaggi politici e sociali che Oda intreccia nel manga sono:

  • La critica al potere corrotto e ai governi che tradiscono il popolo
  • L’anti-consumismo e la denuncia del capitalismo sfrenato
  • La difesa dell’ambiente contro lo sfruttamento industriale
  • La rappresentazione inclusiva di identità di genere non binarie

One Piece è un manga con una coscienza politica e sociale: ecco perché dura da mille capitoli

Chiamarlo propaganda sarebbe riduttivo e sbagliato. One Piece è un’opera d’arte con una coscienza politica e sociale ben definita, espressa attraverso la fantasia, l’avventura e personaggi indimenticabili. Oda non impone nulla: racconta storie, ti fa affezionare ai suoi protagonisti, e poi — quasi senza che te ne accorga — ti ha già trasmesso qualcosa su corruzione, capitalismo, ambiente e diritti. È la forma più alta di narrativa: quella che intrattiene e fa pensare allo stesso tempo. Forse è anche per questo che, dopo oltre mille capitoli, One Piece continua a essere uno dei manga più amati e seguiti al mondo. Non è solo un’avventura piratesca. È una visione del mondo, e vale la pena rileggerla con occhi nuovi.

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